Possesso

…e allora scrivo. Finisco l’ennesima revisione della bozza del romanzo e la lascio nel cassetto. Termino alcuni racconti che mi è stato chiesto di scrivere e mi dispiace che vengano divulgati, in qualsiasi modo. E’ come se ciò che scrivo, compongo, dentro di me sia percepito come una proprietà assoluta connotata da un senso del possesso altrettanto stretto.

E’ come se associassi alla diffisione di qualcosa che ho scritto, e che trovo ben riuscito, ad una sorta di metamorfosi: la lettura “esterna” che rovina il risultato, che cambia il contenuto, che gli toglie qualcosa.

E’ il trapasso che mi risulta difficile reggere. Trapasso? perchè ho usato quesat parola?

Potrebbe essere solo una questione di timore del distacco da qualcosa cui tengo?

Sono proprio una donna impossibile.

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