Picasso a Palazzo Reale

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Sono riuscita a scattare solo queste due foto. La vigilanza era estenuante quanto ridicolmente inutile. Mi ha colpito la sparizione della prospettiva così come è stata sempre intesa. Lui dipingeva annullando il “ciò che si vede davanti’ nella necessità di mettere sulla tela il fronte, il profilo, ciò che sta alle spalle e dentro alla sul testa. Mi è sembrato preso dalla scansione geometrica delle forme più che dai soggetti ritratti. Bellissime le sculture come insieme di oggetti assemblati. Le forme che originano altre forme, come testa di donna con scolapasta e tubi di fili elettrici. Sembrano dipinti da altri invece il famoso Paulo come arlecchino e l’intenso Celestine che cmq mi è piaciuto moltissimo.

È vero che l’arte è per tutti. Perfino per un’ignorante come me.

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