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Alberi #2

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Ancora salendo al Bernina.

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Alberi

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Sulla via del Bernina…


Fiori al sole

ControluceImpera la natura,
anche senza di noi.


Poesia fotografata

Poesia fotografata


Aria di neve a primavera

lago Viverone

Il Lago Viverone è un posto che ti fa sentire vicinissimo al cielo. Ti senti svolazzare come un uccello nell’azzurro del cielo fino a vette maestose che sembra si siano messe in fila appositamente per farsi ammirare al meglio.  Complice la giornata limpida, il panorama che si gode da questo Lago racchiuso tra le Alpi e l’anfiteatro morenico di Ivrea è una delle poche pause rilassanti degli ultimi anni.

Lo splendore della giornata, il sole (finalmente), l’acqua blu in cui le nuvole rare si specchiavano, mi hanno fatto respirare come non mai. Poi c’era il venticello pizzicherino venuto direttamente da quelle vette e che portava sul viso la freschezza tipica della neve. Un contrasto davvero incantevole per i sensi: il sole caldo, i colori cangianti e l’aria di neve.

Spero di poterci tornare presto e di fare una bella camminata.


Fiori: angolazioni

Fiori - angolazioni d'azzurro


Dentro

 


Nebbiolina sui campi.

Nebbiolina sui campi. Così si è presentata stamattina la campagna circostante con fare inaugurale. Voleva proprio mettersi in mostra. Eccola lì, è la prima volta quest’anno. I campi spogliati del granturco settimane fa, offrono la terra come giaciglio alla nebbiolina che li carezza quasi, rassicurante, rimanendo però sospesa. Quella foschia densa, sa di inverno imminente.
L’umidità bagna strada, auto, cancellate. L’aria fresca fresca può essere fumata come in ogni vero autunno che si rispetti. Quando arriva quella nebbiolina sui campi, so che non potrei mai andarmene da qui.

I colori cominciano a tingersi di tutte le tonalità che vanno dal marrone al rossiccio, per ora è una mescolanza di verdi anche se ormai già rassegnati al tramutarsi. Un paesaggio da bere. Da mangiare. Da gustare assaporando il privilegio di essere qui, ad annusare la terra umida. Lontano dalla città.

In lontananza la cascina della gattaia. Davani un campo spoglio, un po’ assalito dalla sterpaglia. Al suo fianco sinistro, la maledetta roggia che si è trascinata fin lì’ il piccolo Milaos. Rabbrividisco rivedendo la scena del suo salvataggio. Spostando lo sguardo verso destra, la collina che ospita il paese con alcune case a fare da spartiacque. Gli alberi, i gelsi, lungo la stradina che sale. Fa freddo. Significa camino, legna, carta da giornale. Il cervello macchina, organizza, prevede. Si, sabato inaguro la stagione del camino, assolutamente.

 

 


Ah che sarà …

…Ah che sarà che sarà che vive nell’idea di questi amanti
che cantano i poeti più deliranti
che giurano i profeti ubriacati
che sta sul cammino dei mutilati e nella fantasia degli infelici
che sta nel dai e dai delle meretrici
nel pianto derelitto dei bambini

ah che sarà che sarà
quel che non ha decenza ne mai ce l’avrà
quel che non ha censura ne mai ce l’avrà
quel che non ha ragione.

(Oh che sarà I. Fossati)


Karma.

Comporre il mistero del nostro istinto, fa parte del Karma, io credo. Un pò come guardare nel buio, senza affannarsi a scrutare l’oscurità. E poi certo, con il sesso tutto diventa più facile.

Il Buddhismo è anche questo. Sconfiggere l’ostacolo che deriva dal nostro brancolare nel buio, anche e soprattutto come incapacità di rappresentare al meglio se stessi.

Conoscere se stessi attraverso occhi puliti dai nostri inganni mentali, dalla non accettazione di attitudini o bisogni. Continuamente accade che bypassiamo quelle attitudini o bisogni con qualcosa che razionalmente riteniamo meglio per noi, programmiamo la vita attorno ad una visione falsata della realtà.

E lì succedono i casini.