La Festa della Mamma.
Mi piace questa immagine che ritrae una filastrocca composta mentre ero in attesa di mia figlia. Mi sembra ancora impossibile, come nel momento esatto in cui vidi quel profilo durante l’ecografia. Forse ero più stupita ancora alla prima ecografia, quando sentii il suo battito cardiaco mentre la guardavo nel monitor: era un esserino con testa, corpicino e piccolissime gambette. Il tutto in meno di tre cm in tutto.
In quel momento, ricordo, il concetto di vita e del suo inizio, cambiò radicalmente. Rimasi folgorata. Quel suono, quel cuoricino che batteva regolare, è il suono più rivoluzionario che abbia mai sentito. Almeno lo è stato per me.
Per lei, per Violetta che sgambetta, farei qualsiasi cosa. Che sia sempre più spesso criticata per questo, poco mi importa. La maggior parte sono persone che non hanno conosciuto l’amore, almeno non come l’ho conosciuto io.
Domenica è la Festa della Mamma, ennesimo contentino per donne.
Per di più mi pare di avere un’idea di cosa possa essere il lavoretto che hanno messo insieme per l’occasione all’asilo.
Temo proprio che sia una specie di ritratto della madonna con tanto di fiorellini attorno. Sorbole. Meno male che è la festa delle mamme, altrimenti….
Ma si, supererò anche questo.
Felicità
Sono giorni e giorni
di un’unica felicità
sola
rimasta: ascoltare il suo respiro
infantile,
nella notte immobile
per me insonne,
con il viso paffuto
spalmato dalla luce del lampione
qui fuori dalla sua finestra.
Noia
Io detesto la gente. Forse arrivo a contare sulle dita di una mano chi sopporto. Tranne mia figlia che amo immensamente. Non sono un animale sociale. È sempre stata una fatica la socialità di qualunque tipo. Ma almeno non mi affanno più a cambiare. Mi piace così.
Ho bisogno della solitudine. Del mio tempo. Ho bisogno di non dover cercare di apprezzare la compagnia di qualcuno ne simulare interesse per qualche discorso. Nemmeno posso più tollerare l’ignoranza.
….tutto il resto è …. Noia..
Linearità amniotica
D’improvviso me l’hai mostrato,
stamattina
piccola mia,
quel sorriso familiare.
E’ inattesa vittoria
di infinito,
è stupore,
è nostalgia e ricordo e odore e gioia,
è linearità amniotica,
è duplicato materno perduto
ricomparso ora,
sul tuo viso sorridente d’infanzia,
che bagno con lacrime gioiose,
è sconfitta definitiva della morte.
Dolce eterno.
Facebook on the wall
Questo volantino l’ho fotografato stamattina. Era appeso all’ingresso di una scuola superiore. Questo è solo uno dei tanti appesi, ce ne sono altri e con contenuti differenti.
Questo mi sermbava il più emblematico.








